Conosciamo molto bene l’importanza della pulizia dei denti dopo i pasti con l’impiego dello spazzolino e del dentifricio per evitare carie, infiammazioni e altri disturbi. Normalmente però non ci soffermiamo a leggere gli ingredienti del dentifricio per capire quale influenza possono avere sulla nostra salute. In realtà nel corso della vita ne utilizziamo decine di litri e, anche se non lo ingeriamo, alcune sostanze chimiche possono finire nel flusso sanguigno. La bocca è in realtà uno dei luoghi più assorbenti di tutto il corpo. È per questo che alcuni farmaci vengono somministrati per via sublinguale, o sotto lingua. Mentre stiamo doverosamente spazzolando i denti, gli ingredienti del dentifricio si inseriscono nella bocca e nelle gengive, la porta d’ingresso per ogni sistema del nostro corpo.

Molte marche popolari contengono ingredienti discutibili da evitare ed è per questo che è bene essere molto attenti nella scelta del dentifricio.
Quali sono, quindi, gli ingredienti tossici presenti su molti dentifrici?

 

TRICLOSAN:  (5-chloro-2-(2,4-dichlorophenoxy)phenol)

L’EPA (Agenzia per la Protezione Ambientale americana) classifica il Triclosan come un pesticida e lo considera una sostanza tossica per l’uomo e inquinante per l’ambiente. Da un punto di vista molecolare, il Triclosan è molto simile alle sostanze tra le più tossiche sul Pianeta: diossine, PCB e Agente Arancio (potente erbicida e defoliante usato dagli americani nella guerra del Vietnam per stanare i vietgong dalle foreste). Lo stesso procedimento di produzione di questo agente microbico può generare diossine che si ritrovano poi come residui nel prodotto finale. Ulteriori quantità di diossina sono poi prodotte dopo l’esposizione alla luce solare dell’agente antisettico. Un altro pericolo deriva dal contatto di saponi e dentifrici al tricolosan con acqua di rubinetto, spesso pesantemente addizionata con cloro. Un recente studio ha infatti dimostrato che le molecole di cloro reagiscono con il Triclosan  e generano cloroformio, sostanza molto tossica per il fegato, i reni e il sistema nervoso centrale. I produttori dichiarano con orgoglio che gli ingredienti antibatterici dei dentifrici continuano ad agire per oltre 12 dopo che vi siete lavati i denti. Un tempo più che sufficiente per essere assorbito dalle mucose. Attraverso l’uso di dentifrici e altri prodotti per l’igiene, il Triclosan e le diossine entrano quindi nel nostro corpo e si accumulano soprattutto nei tessuti adiposi, considerata la loro lipofilia (affinità per il grasso). A dimostrazione di questo, uno studio svedese del 2002 ha evidenziato la presenza di alti livelli di Triclosan in 3 campioni su 5 di latte materno. Inoltre, è noto che le diossine rappresentano un serio pericolo per la salute umana. Oltre che ritenute cancerogene, sono in grado di indebolire il sistema immunitario, ridurre la fertilità e causare difetti congeniti. Hanno un potente effetto ormonale (hormone disruptors), si accumulano nel corpo e possono per lungo tempo interferire con i normali ormoni del nostro organismo.  In particolare, il Triclosan ha mostrato di possedere un effetto, seppur debole, di tipo androgenico.

 

SODIO LAURILSOLFATO (SLS):

Un ingrediente comune nei dentifrici, che probabilmente aumenta il rischio di cancro: il laurilsolfato di sodio (SLS), è un tensioattivo che aiuta ad addensare il dentifricio e ha un effetto schiumogeno. Si dice che il SLS aiuti a dissolvere la placca dentale. È un noto irritante per la pelle, inquina le acque di falda, è tossico per pesci e altri animali acquatici, è usato come pesticida ed erbicida per uccidere piante e insetti.

I produttori di SLS hanno recentemente presentato domanda per far approvare la sostanza chimica come pesticida per l’agricoltura biologica; fortunatamente la domanda è stata rigettata a causa delle sue proprietà inquinanti e la capacità di causare danni ambientali. Anche il processo produttivo è altamente inquinante in quanto sono immessi nell’ambiente composti organici volatili che provocano il cancro e composti a base di zolfo.

Sono stati condotti molti studi che mostrano come il SLS può concorrere al cancro, a problemi dentali e gengivali, ulcere e molti altri problemi di salute.

 

GLICOLE PROPILENICO:

Il glicole propilenico è un prodotto che industrialmente, viene utilizzato come antigelo, nelle vernici, negli smalti e sugli aerei per la rimozione del ghiaccio. In farmaceutica viene utilizzato in molti prodotti per la cura personale incluso, come tensioattivo, il dentifricio. La ricerca sulla sicurezza del glicole propilenico nei prodotti per la cura personale è carente ma è risaputo che è irritante per la pelle, per gli occhi, per i polmoni e può causare tossicità negli organi del corpo umano. Questa chiaramente non è una sostanza da usare per lavarsi i denti.

 

DIETANOLAMMINA (DEA):

DEA si trova in molti prodotti schiumogeni come dentifricio. E conosciuto come interferente ormonale e può reagire con altri ingredienti per formare una potenziale sostanza cancerogena chiamata NDEA (N-nitrosodiethanolamine), che viene facilmente assorbita attraverso la pelle ed è stata collegata con lo sviluppo di tumori dello stomaco, dell’esofago, del fegato e della vescica.

L’Environmental Working Group (EWG), classifica la DEA al decimo posto nel suo database dei cosmetici (il punteggio più tossico) a causa delle preoccupazioni di tossicità per gli organi del corpo, di contaminazione e irritazione con il rischio moderato di cancro. La California Environmental Protection Agency elenca la DEA come un possibile cancerogeno per l’uomo.

 

SACCARINA (O SOLFOIMIDE BENZOICA C7H5O3NS):

È stato il primo dolcificante artificiale; fu scoperto nel 1879 da Ira Remsen e Constantin Fahlberg della Johns Hopkins University. La saccarina ha un potere dolcificante 450 volte superiore a quello del saccarosio, ma presenta un retrogusto amaro o metallico generalmente considerato sgradevole, specialmente ad alte concentrazioni. Fin dalla sua introduzione la saccarina è stata al centro di preoccupazioni sulla sua potenziale nocività. Durante gli anni sessanta diversi studi hanno suggerito che la saccarina fosse un cancerogeno per gli animali. L’allarme tocca il livello massimo nel 1977, dopo la pubblicazione di uno studio in cui si rileva un aumento dei casi di cancro alla vescica nei ratti alimentati con alte dosi di saccarina. Quell’anno la saccarina viene vietata in Canada.

 

LEGGETE BENE L’ETICHETTA DEI DENTIFRICI E COLLUTTORI CHE COMPRATE, PREFERITE SEMPRE DEI PRODOTTI 100% NATURALI E MEGLIO ANCORA BIOLOGICI.

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Gli Idrolati, o acque aromatiche, sono prodotti naturali ricavati dalla distillazione di piante officinali fresche che conservano intatte le loro proprietà e possono essere utilizzati a diverso scopo. La preparazione di un idrolato avviene in contemporanea a quella dell’olio essenziale ottenuto dalla stessa pianta. Durante la distillazione a vapore, infatti, si separano da una parte l’idrolato, che come sottolinea anche il termine è idrosolubile, dall’altra l’olio essenziale che è invece liposolubile (quindi non si scioglie in acqua ma nelle sostanze grasse).

Mentre gli oli essenziali puri sono molto forti e concentrati (meglio infatti sempre utilizzarli diluiti in olio vegetale vettore), gli idrolati sono molto più leggeri e delicati. Questi ultimi si possono quindi spargere o spruzzare direttamente sulla pelle per rinfrescarla, idratarla, lenire le irritazioni e tanto altro a seconda delle proprietà della pianta da cui sono stati ricavati. Le acque aromatiche possono essere utilizzate sole o miscelate tra loro, sfruttando così la sinergia tra diverse piante. Trovano impiego anche in una serie di prodotti cosmetici già pronti come maschere per viso e capelli, creme, ecc. Così come sono si utilizzano soprattutto come tonici per il viso, da scegliere in base alle caratteristiche della propria pelle, oppure come decongestionati per occhi stanchi, per capelli spenti e secchi o ancora come acque profumate per il corpo, utili soprattutto nel periodo estivo per rinfescarsi e aiutare la pelle a combattere la secchezza dovuta a caldo, mare, sabbia, vento, ecc.

Fra i più conosciuti ci sono:

  • Idrolato di rosa : Conosciuto anche come acqua di rosa, questo idrolato è il più utilizzato e venduto. Si tratta di un ottimo tonico per il viso che rinfresca, rimuove le impurità ma che ha anche effetto antirughe oltre che un odore delizioso.
  • Idrolato di lavanda : L’acqua alla lavanda agisce rilassando la pelle e disinfettandola. È molto utile in caso di pelle mista o impura, sempre da usare al posto del tonico.
  • Idrolato di camomilla : Si tratta di un acqua molto delicata e lenitiva, utile a purificare ma anche sfiammare in caso ad esempio di dermatite o eczemi. Buono anche come contorno occhi o come base per un impacco sfiammante.
  • Idrolato di menta : Perfetto da spruzzare in estate su tutto il corpo per avere un effetto rinfrescante e rigenerante. Consigliato in particolare dopo la doccia, aiuta anche a combattere la ritenzione idrica, alleviare il mal di testa e a tenere lontane le zanzare.
  • Idrolato al pompelmo : L’aroma di questo agrume è un tonico naturale perfetto per dare energia all’organismo. Utilizzato sulla pelle aiuta la circolazione, mentre sui capelli tende a togliere l’effetto unto.
  • Idrolato di fiori d’arancio : Questo idrolato è utile non solo per idratare e profumare la pelle ma anche per rendere più brillanti e morbidi i capelli secchi e spenti. Ha inoltre effetto distensivo e rilassante sul sistema nervoso.
  • Idrolato di rosmarino : L’acqua aromatica al rosmarino è perfetta per i capelli dato che stimola la ricrescita allo stesso tempo regolando il sebo e combattendo le irritazioni del cuoio capelluto che provocano la forfora. Utilizzato sul viso, invece, contribuisce a purificare soprattutto in caso di pelle grassa o impura.
  • Idrolato di amamelide : Questa pianta ha doti astringenti molto spiccate, ecco perché l’idrolato che se ne ricava è particolarmente indicato in caso di pelli grasse con brufoli e punti neri.
  • Idrolato di salvia : Con caratteristiche simili al precedente, l’idrolato di salvia è utile per mantenere pulita e disinfettata la pelle impura.
  • Idrolato di tea tree oil : Come il ben più noto olio essenziale, anche l’idrolato a base di tea tree è un buon antisettico ed antibiotico. Si può utilizzare per piccoli problemi della pelle così come per le micosi delle unghie e il benessere dei piedi.
  • Idrolato di cipresso : Indicato per l’acne ma soprattutto per il trattamento della cellulite grazie alle sue doti drenanti e all’azione sul microcircolo. Si può utilizzare anche sui capelli dato che lenisce il prurito e tende a migliorare il problema dei capelli fragili e che si spezzano.
  • Idrolato di melissa : Come la pianta da cui viene estratto, anche l’idrolato di melissa ha una buona azione calmante. E’ indicato per le pelli secche e sensibili dato che contribuisce a lenire l’irritazione e a favorire la cicatrizzazione. Si può usare anche in caso di scottature, punture di insetti o infiammazioni oculari.

Avvertenze d’uso : Poiché anche gli idrolati (proprio come gli oli essenziali anche se in forma meno concentrata), sono ricavati da piante officinali è bene sempre verificare la presenza di eventuali allergie. Come? Utilizzandoli solo su una piccola zona della pelle prima di procedere sul resto del corpo. Come gli oli essenziali, anche gli idrolati vanno conservati in un luogo fresco al riparo dalla luce. Vi consigliamo poi sempre scegliere idrolati ottenuti da piante di coltivazione biologica, in questo modo ci si assicura prodotti più puri che si possono usare con maggiore tranquillità su pelle e capelli.

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